Io: "Scusa, non è che mi alzeresti un euro? Ho dimenticato il portafoglio a casa e mi serve per raggiungere i miei amici a Castro Pretorio, chè andiamo a manifestare".
Manifestante universitario/liceale o professore: "Eh, non ho spicci appresso!" "Guarda, chiedi proprio alla persona sbagliata!" "Non ho proprio niente, mi dispiace!" "No, guarda, chiedi a qualcun altro!"
Ecco perchè non sono andato a manifestare oggi: perchè nessuno aveva un fottuto euro da darmi per la metropolitana. Un fottutissimo euro, cazzo. Bella solidarietà, la loro, che pretendono il mondo e non sono in grado di aiutare una persona che, guarda un po', sta andando a combattere la loro stessa battaglia. "Proletari di tutto il mondo: unitevi!" un par di palle, Marx. Nel XXI secolo neanche si sa per quale motivo si manifesta, o quale sia il sentimento di fondo che deve pervadere tutti i manifestanti.
Mi sto incazzando per niente? Forse; ma ciò non toglie che oggi io non sono alla manifestazione perchè nessun "compagno" ha voluto sacrificare un euro per permettermi di partecipare. Pensa tu.
martedì 30 novembre 2010
domenica 14 novembre 2010
+ +
E' mesi che faccio questo sogno, in cui, sebbene cambino i personaggi, le dinamiche sono pedisseque. Ogni persona da cui mi sento attratto, fisicamente e non, è tanto scocciata da me quanto io sono interessata in lei.
Impossibilità di stabilire un contatto profondo con il prossimo, senso di abbandono e solitudine. Purtroppo mi rendo conto che questo mi succede abbastanza spesso anche nella vita reale, e che io ne sono la causa principale. Ma sono anche la soluzione: per evitare di soffrire, sto imparando a distaccarmi dalle persone che non danno alcun tipo di corrispondenza.
Spero che sia la cosa giusta.
Impossibilità di stabilire un contatto profondo con il prossimo, senso di abbandono e solitudine. Purtroppo mi rendo conto che questo mi succede abbastanza spesso anche nella vita reale, e che io ne sono la causa principale. Ma sono anche la soluzione: per evitare di soffrire, sto imparando a distaccarmi dalle persone che non danno alcun tipo di corrispondenza.
Spero che sia la cosa giusta.
domenica 7 novembre 2010
75 giorni
Non ho resistito.
Laconico, come al solito.
Fitta al cuore.
Laconico, come al solito.
Fitta al cuore.
Lego
Dopo due anni, siamo tornati a parlarci.
Stamattina non sapevo che musica mettere nello stereo.
Non so che altro dire.
Stamattina non sapevo che musica mettere nello stereo.
Non so che altro dire.
venerdì 29 ottobre 2010
Matera
Sono stanco della mia apatia,
della mia noia, dell'insofferenza,
del mio odio, dell'inutilità,
della mia ipocrisia.
Non sopporto la mia falsità,
la mia incoerenza, la mia presunzione,
le mie paure, le mie incertezze,
la mia pigrizia mentale.
Fuggo da ciò che voglio veramente,
da un fututo arcigno e spaventoso,
dagli imperativi categorici,
dalle alte aspettative.
Perchè sono così ansioso di andarmene? Mi aspetto forse delle risposte da questo breve viaggio? Roma mi sta stretta. Le persone mi stanno strette. Ho bisogno di spazi più grandi, e di riflessioni più profonde, lontano, lontano, via da questa opprimente città. Voglio tornare cambiato. Voglio trovare l'equilibrio.
della mia noia, dell'insofferenza,
del mio odio, dell'inutilità,
della mia ipocrisia.
Non sopporto la mia falsità,
la mia incoerenza, la mia presunzione,
le mie paure, le mie incertezze,
la mia pigrizia mentale.
Fuggo da ciò che voglio veramente,
da un fututo arcigno e spaventoso,
dagli imperativi categorici,
dalle alte aspettative.
Perchè sono così ansioso di andarmene? Mi aspetto forse delle risposte da questo breve viaggio? Roma mi sta stretta. Le persone mi stanno strette. Ho bisogno di spazi più grandi, e di riflessioni più profonde, lontano, lontano, via da questa opprimente città. Voglio tornare cambiato. Voglio trovare l'equilibrio.
lunedì 18 ottobre 2010
Un uggioso sabato di ottobre
Sai, ieri sono stato in giro per Roma, a fare foto. Mi sono comportato da turista nella mia città. Ho portato con me il lettore cd, che non uso quasi mai, e vari cd di musica classica: nel mio zaino, oltre alla giacca e a un libro, c'erano Schubert, Schumann, Mendelssohn, Liszt. E Chopin. Chopin, il mio ostacolo più grande, l'unico compositore che non ho mai avuto il coraggio di ascoltare da quando papà se n'è andato. Era il suo preferito. Amava Pollini, nella libreria di casa abbiamo alcune sue registrazioni, insieme a quelle di Kissin. Le ho portate con me. Il lettore cd è entrato alla perfezione nella borsa della mia Canon, e andavo in giro così, sotto la poggia, con una reflex e la mia musica in testa, in una Roma attraversata da turisti di ogni provenienza. Ero da solo, ma la compagnia di me stesso la preferisco di gran lunga a quella di molta altra gente.
Sono partito da Piazza Venezia, dove pioveva. Poi sono andato al Colosseo, ho scattato qualche foto e preso la metro fino a Termini. Ho cambiato linea e sono arrivato a S. Pietro. La piazza era piena di sedie, transenne e macchine, e le immagini dei 6 neo-santificati si stagliavano sul fondo della piazza. Peccato che fosse ingombrata da tutta questa robaccia, ci sarebbero stati sicuramente soggetti più interessanti da fotografare. Poi sono passato sotto casa tua, con Liszt che accompagnava i miei passi. Sono rimasto fermo per un po' davanti al tuo portone, poi mi sono girato in direzione della fermata. Si stava facendo sera, e il Cupolone già riluceva di verde. Altre foto. Ha ricominciato a piovere, così flebilmente che neanche mi sono accorto di avere la testa zuppa. Leggo, ascolto Chopin. Dopo quasi un'ora, finalmente l'autobus arriva. Salgo. In piedi, vicino all cabina del conducente, cambio cd. Rachmaninoff. Cambio a Piazza Venezia. L'altare della patria è illuminato, bellissimo, ma il crudele 84 mi strappa dalla sua contemplazione. Arrivo a casa che sto ascoltando di nuovo Schubert. Scarico le foto sul pc. 32, ma me ne piacciono giusto un paio. Un pomeriggio quasi inutile. Quasi.
Sono partito da Piazza Venezia, dove pioveva. Poi sono andato al Colosseo, ho scattato qualche foto e preso la metro fino a Termini. Ho cambiato linea e sono arrivato a S. Pietro. La piazza era piena di sedie, transenne e macchine, e le immagini dei 6 neo-santificati si stagliavano sul fondo della piazza. Peccato che fosse ingombrata da tutta questa robaccia, ci sarebbero stati sicuramente soggetti più interessanti da fotografare. Poi sono passato sotto casa tua, con Liszt che accompagnava i miei passi. Sono rimasto fermo per un po' davanti al tuo portone, poi mi sono girato in direzione della fermata. Si stava facendo sera, e il Cupolone già riluceva di verde. Altre foto. Ha ricominciato a piovere, così flebilmente che neanche mi sono accorto di avere la testa zuppa. Leggo, ascolto Chopin. Dopo quasi un'ora, finalmente l'autobus arriva. Salgo. In piedi, vicino all cabina del conducente, cambio cd. Rachmaninoff. Cambio a Piazza Venezia. L'altare della patria è illuminato, bellissimo, ma il crudele 84 mi strappa dalla sua contemplazione. Arrivo a casa che sto ascoltando di nuovo Schubert. Scarico le foto sul pc. 32, ma me ne piacciono giusto un paio. Un pomeriggio quasi inutile. Quasi.
lunedì 11 ottobre 2010
Ares dominus mundi
Uno dei miei libri preferiti, l'unico che sia riuscito a commuovermi, dice:
LA GUERRA E' PACE
LA LIBERTA' E' SCHIAVITU'
L'IGNORANZA E' FORZA
Inutile dire che si tratta di 1984, il capolavoro di Orwell. Scritto nel 1947, redatto una seconda volta nel '48, il titolo deriva dal rovesciamento di queste ultime due cifre: scelta vincente, che permise all'autore di trattare tematiche attuali per l'epoca in un futuro non troppo lontano dai lettori, facendo risultare così il romanzo tutt'altro che irreale, ma anzi, una possibilissima, e altrettanto prossima, conseguenza storica.
L'attualità intrinseca del romanzo nei giorni nostri è spaventosa, e l'attuale governo non fa che perseguire gli ideali del Grande Fratello. D'altronde, è proprio dall'IGNORANZA, che il nostro ministro di (d)istruzione cerca di incrementare con zelo nel tessuto scolastico, che il govero alimenta la propria FORZA. Troppe teste pensanti fanno scomodo, si sa, e la libertà di movimento dei politici è inversamente proporzionale all'autocoscienza politica del cittadino: dunque la loro LIBERTA' determina la nostra SCHIAVITU', e le loro scelte sono inopinabili e, talvolta, nemmeno contestate dall'opposizione.
Come ad esempio raggiungere e ottenere la PACE con la GUERRA, a detta del ministro La Russa. Siamo stati attaccati nel tentativo di portare pace e libertà in Afghanistan, e ora siamo costretti a rincarare la nostra dose di determinazione con bombe su aerei auto-pilotati, in grado di ridurre al minimo i danni collaterali (che, in gergo militare, corrispondono ai civili uccisi involontariamente), e che ci aiuteranno nel conseguimento dell'obiettivo pacifista. Bersani dice di volerne discutere in Parlamento. Bondi si trova d'accordo - e come non potrebbe? - con il suo amichetto. Gli bombardiamo la testa a 'sti stronzi per esportare, pensa tu, la nostra democrazia. Una contraddizione in termini, considerando che "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali [...]" (Costituzione italiana, art.11).
Si parla di ritirare le truppe entro il 2011. Ma sapete, dicono anche che la metropolitana che stanno costruendo sotto casa mia verrà terminata per la stessa data. Si promette tanto a parole, si dicono molte cose a vanvera; e trovo le forme verbali impersonali molto, molto irritanti. I fatti sono pochi, non si VUOLE lavorare seriamente per la pace. La tanto proclamata "missione di pace" ha portato solo morte e distruzione per ottenere risorse e ricchezze, ma i politici italiani ancora non si sono resi conto che tanto "altruismo" potrebbe essere indirizzato in maniera diversa e decisamente più proficua. Se veramente vogliamo portare la pace, aiutiamo il popolo afghano a ricostruire un tessuto sociale finanziando scuole, ospedali, permettendo al cittadino di costruire una società più giusta, che gli permetta di vivere una vita tranquilla e serena, senza il vessante terrore di una morte incombente; e se non siamo in grado di fare ciò, destiniamo questi fondi all'Italia stessa, che sta crollando sotto i colpi dell'assenteismo statale. C'è tanto lavoro da fare qui, e ancora si discute se finanziare la guerra in Afghanistan. Noi giovani non possiamo aspettarci niente dal futuro, se non paura e smarrimento; i precari, che stentano ad arrivare a fine mese, sguazzano nella merda fino al collo; la ricerca è sviluppata quanto la capacità oratoria di Di Pietro. Insomma, quando ci decideremo a concentrarci un po' di più sui REALI problemi dell'Italia, senza cercare di deviare l'attenzione su affari di secondaria importanza, e risolverli? quando s'inizierà ad intraprendere una politica che abbia veramente a cuore i problemi del cittadino, e non quello della figura dell'Italia a livello internazionale o del politico di turno ingarbugliato in qualche situazione personale spiacevole?
Molti dicono di voler vedere tornare i soldati italiani in verticale sulle proprie gambe e non in orizzontale dentro una bara. Aggiungo: cambiare la posizione del cittadino da 90 ° a eretta non sarebbe male. Magari con un pugno teso in segno di protesta.
LA GUERRA E' PACE
LA LIBERTA' E' SCHIAVITU'
L'IGNORANZA E' FORZA
Inutile dire che si tratta di 1984, il capolavoro di Orwell. Scritto nel 1947, redatto una seconda volta nel '48, il titolo deriva dal rovesciamento di queste ultime due cifre: scelta vincente, che permise all'autore di trattare tematiche attuali per l'epoca in un futuro non troppo lontano dai lettori, facendo risultare così il romanzo tutt'altro che irreale, ma anzi, una possibilissima, e altrettanto prossima, conseguenza storica.
L'attualità intrinseca del romanzo nei giorni nostri è spaventosa, e l'attuale governo non fa che perseguire gli ideali del Grande Fratello. D'altronde, è proprio dall'IGNORANZA, che il nostro ministro di (d)istruzione cerca di incrementare con zelo nel tessuto scolastico, che il govero alimenta la propria FORZA. Troppe teste pensanti fanno scomodo, si sa, e la libertà di movimento dei politici è inversamente proporzionale all'autocoscienza politica del cittadino: dunque la loro LIBERTA' determina la nostra SCHIAVITU', e le loro scelte sono inopinabili e, talvolta, nemmeno contestate dall'opposizione.
Come ad esempio raggiungere e ottenere la PACE con la GUERRA, a detta del ministro La Russa. Siamo stati attaccati nel tentativo di portare pace e libertà in Afghanistan, e ora siamo costretti a rincarare la nostra dose di determinazione con bombe su aerei auto-pilotati, in grado di ridurre al minimo i danni collaterali (che, in gergo militare, corrispondono ai civili uccisi involontariamente), e che ci aiuteranno nel conseguimento dell'obiettivo pacifista. Bersani dice di volerne discutere in Parlamento. Bondi si trova d'accordo - e come non potrebbe? - con il suo amichetto. Gli bombardiamo la testa a 'sti stronzi per esportare, pensa tu, la nostra democrazia. Una contraddizione in termini, considerando che "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali [...]" (Costituzione italiana, art.11).
Si parla di ritirare le truppe entro il 2011. Ma sapete, dicono anche che la metropolitana che stanno costruendo sotto casa mia verrà terminata per la stessa data. Si promette tanto a parole, si dicono molte cose a vanvera; e trovo le forme verbali impersonali molto, molto irritanti. I fatti sono pochi, non si VUOLE lavorare seriamente per la pace. La tanto proclamata "missione di pace" ha portato solo morte e distruzione per ottenere risorse e ricchezze, ma i politici italiani ancora non si sono resi conto che tanto "altruismo" potrebbe essere indirizzato in maniera diversa e decisamente più proficua. Se veramente vogliamo portare la pace, aiutiamo il popolo afghano a ricostruire un tessuto sociale finanziando scuole, ospedali, permettendo al cittadino di costruire una società più giusta, che gli permetta di vivere una vita tranquilla e serena, senza il vessante terrore di una morte incombente; e se non siamo in grado di fare ciò, destiniamo questi fondi all'Italia stessa, che sta crollando sotto i colpi dell'assenteismo statale. C'è tanto lavoro da fare qui, e ancora si discute se finanziare la guerra in Afghanistan. Noi giovani non possiamo aspettarci niente dal futuro, se non paura e smarrimento; i precari, che stentano ad arrivare a fine mese, sguazzano nella merda fino al collo; la ricerca è sviluppata quanto la capacità oratoria di Di Pietro. Insomma, quando ci decideremo a concentrarci un po' di più sui REALI problemi dell'Italia, senza cercare di deviare l'attenzione su affari di secondaria importanza, e risolverli? quando s'inizierà ad intraprendere una politica che abbia veramente a cuore i problemi del cittadino, e non quello della figura dell'Italia a livello internazionale o del politico di turno ingarbugliato in qualche situazione personale spiacevole?
Molti dicono di voler vedere tornare i soldati italiani in verticale sulle proprie gambe e non in orizzontale dentro una bara. Aggiungo: cambiare la posizione del cittadino da 90 ° a eretta non sarebbe male. Magari con un pugno teso in segno di protesta.
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